La lomografia è un modo diverso di concepire e scattare una fotografia. Si tratta di un fenomeno che deve il proprio nome alla LOMO, l’azienda sovietica che all’inizio degli anni ’80 ha creato la fotocamera analogica LOMO LC-A.

Tutto è iniziato quando due studenti viennesi hanno comprato questa piccola e particolare macchina fotografica in plastica di produzione russa in un mercatino, durante un viaggio nell’ex Cecoslovacchia nel 1991. I risultati sorpresero positivamente i due universitari austriaci, anche se le fotografie presentavano infiltrazioni di luce e colori molto saturi.

Molto motivati da questa scoperta, nel 1992 crearono la Società Lomografica (Lomographische Gesellschaft), con l’intenzione di diffondere nel resto del mondo l’esperienza di scattare fotografie con una macchina fotografica di quelle caratteristiche. Ottennero il permesso di creare dispositivi identici, così con il marchio Lomography commercializzarono fotocamere semplici, costruite quasi esclusivamente in plastica, anche le lenti.

Lomografia, la fotocamera Lomo LC-A.

Mantenendo la filosofia che c’era dietro la LC-A, crearono macchine fotografiche che producevano immagini vignettate, con infiltrazioni di luce, qualche sfocatura con un elevato contrasto e saturazione. La priorità non era la qualità tecnica, ma l’aspetto sperimentale ed emozionale che ha trasformato la lomografia in una corrente artistica della fotografia.

La maggior parte di queste macchine fotografiche semplici funzionano con pellicole da 35mm, i normali rullini fotografici che siamo abituati ad usare, ma ci sono anche in medio formato come la Diana F+. Con l’intenzione di aumentare il fenomeno tramite il divertimento, la Lomography ha commercializzato anche fotocamere con caratteristiche diverse come la ActionSampler (che scatta quattro foto nello stesso negativo in un secondo), la Spinner 360 (che permette di ottenere delle superpanoramiche) e la Fisheye (con il suo ampio e distorto angolo di visione di 179°).

La lomografia come stile di vita

La lomografia più che uno stile fotografico è uno stile di vita, un movimento artistico che concepisce la fotografia diversamente. La filosofia del “Non pensare, scatta!” ha dato vita a molte aziende che producono accessori e dispositivi lomografici in tutto il mondo, mostre conosciute a livello internazionale, gruppi e concorsi che hanno l’obiettivo di diffondere e sostenere questa forma d’arte.

LOMO(Hiroshima)

In Lomography hanno creato anche un decalogo che chiamano “le 10 regole d’oro per ottenere il massimo dalla lomografia nella propria vita.

  1. Porta la fotocamera sempre con te. Ovunque tu sia, in qualunque posto può presentarsi l’occasione di scattare una buona fotografia, non puoi prevederlo quindi meglio essere preparati.
  2. Usala sempre, di giorno e di notte. Anche se non hanno un’apertura di diaframma per niente luminosa, nessuno ti impedisce di usare il flash, di sfruttare le luci intorno a te, di provare la modalità bulb o di sperimentare con altre fonti luminose come il led dello smartphone, anche di giorno.
  3. La lomografia non interferisce con la tua vita, ma fa parte di essa. La lomografia non prevede pianificazione per scattare bellissime immagini calcolate al millimetro. Tienila con te in ogni momento, fai in modo che dalle foto si percepiscano i tuoi sentimenti e gli attimi trascorsi della tua vita.
  4. Scatta dai fianchi verso il basso. O se preferisci da sopra la testa o dall’altezza dei piedi. Dimentica di fare quello che fai sempre e prova situazioni diverse con prospettive diverse, non bisogna per forza scattare in piedi guardando nel mirino.
  5. Avvicinati il più possibile al tuo soggetto lomografico. Non essere timido e non ti nascondere, tratta la lomografia come la cosa più normale del mondo. Avvicinati al soggetto che vuoi ritrarre, cerca di conoscerlo più a fondo e immortalalo in tutto il suo splendore.
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    Lomography

  7. Non pensare. Lasciati trasportare dagli impulsi e se credi di poter ottenere una buona foto, scatta senza aspettare! Non importa se la composizione non è così buona, se il soggetto non è molto a fuoco. L’importante è sperimentare facendo cose nuove, scatta e divertiti anche se ti sembra irrazionale.
  8. Sii veloce. Questa regola d’oro è strettamente legata alla precedente: se ti si presenta un’occasione, approfittane e scatta! Avrai tempo dopo per guardare come è venuta la foto e decidere se ti piace o no.
  9. Non devi sapere in anticipo cosa fotografa la pellicola. Le fotocamere Lomo sono caratteristiche proprio per la loro imprevedibilità, quindi non perdere tempo a pensare come verrà la foto, anche perchè probabilmente non sarà come l’hai prevista.
  10. Neanche dopo. Quando andrai a ritirare il rullino sviluppato forse ti capiterà di pensare “ma quando ho scattato questa foto?” oppure “ma come hanno fatto a venire questi effetti di luce?”. Questo è proprio il bello della lomografia.
  11. Non preoccuparti delle regole. Ognuno può vivere la lomografia a suo modo, esprimiti con gli scatti come preferisci e goditi la vita, senza pensare alle regole come la composizione, l’orizzonte, etc. Nessuno può dirti come scattare una foto, lasciati andare al tuo istinto fotografico.

Quale fotocamera Lomo comprare?

Hai deciso di avvicinarti alla lomografia ma non sai quale fotocamera lomografica comprare?

Fotocamera lomo da autocostruire, Konstruktor.Lomography ha in commercio molti modelli con caratteristiche diverse. La più economica è sicuramente la Konstruktor, una macchina fotografica interamente in plastica che devi assemblare da solo prima di poterla utilizzare per scattare foto. Il kit comprende ogni pezzo necessario per la sua costruzione, anche la lente in plastica, ed è un modo perfetto per capire meglio la fotografia analogica.

Fotocamera Lomo Diana F+ con flash.La Diana F+ con flash ha l’aspetto tipico delle macchine fotografiche vintage degli anni ’60. È una medio formato che utilizza le pellicole 120; ha due velocità di scatto, una normale per il giorno ed una posa B per notturne o comunque lunghe esposizioni, grazie anche all’attacco per il treppiede. Si possono scattare anche esposizioni multiple o pinhole smontando la lente. È acquistabile anche nella versione senza flash, che si può comprare in seguito se serve.

Fotocamere lomografica 35mm Diana Mini.Ecco, qualcosa del genere ti piace ma non hai esperienza con le pellicole 120, non sai dove trovarle oppure hai il frigo pieno di rullini scaduti che vorresti usare? Perfetto, c’è la Diana Mini che monta pellicole 35mm, i classici vecchi rullini fotografici facili da trovare e da sviluppare. È piccola, semplice da usare e ti permette le sperimentazioni con le esposizioni multiple e lunghe. Anche della Diana Mini esiste la versione con il flash.

Fotocamera analogica lomo La Sardina.Un’altra delle piccole lomografiche è La Sardina, la riproduzione di una scatoletta di sardine disponibile in tante colorazioni diverse, con il flash e senza, che ha un obiettivo grandangolare con un angolo di 89°. Facile da usare dai principianti, poche e semplici regolazioni, comoda da tenere in tasca o in borsa per divertirsi con le classiche pellicole analogiche 35mm.

 

Fotocamera istantanea Lomo Instant.Ti piacciono le Polaroid e le fotocamere istantanee? Allora il modello più indicato è la Lomo Instant, anche in kit con tre lenti aggiuntive differenti (una fisheye, una per ritratti ed una per close-up). Usa le pellicole istantanee Fujifilm Instax Mini, che ormai non abbastanza diffuse e facili da trovare, anche nella versione monocromatica per splendide bianco&nero. La Instant permette di fare esposizioni multiple illimitate, ha diverse modalità per il flash e nella confezione comprende anche filtri in gelatina colorati.

Lomografia in digitale

Per dedicarsi alla lomografia in digitale esistono svariate possibilità, soprattutto ora che tutti abbiamo sempre con noi la fotocamera di uno smartphone pronta a scattare.

I risultati imprevedibili prodotti da una fotocamera lomografica (vignettatura, strani colori e messa a fuoco approssimativa) sono facilmente riproducibili in post-produzione con qualsiasi programma di grafica o fotoritocco. Questo è proprio uno dei metodi più usati per dare un effetto Lomo alle foto scattate con la nostra fotocamera digitale, che sia una reflex o una compatta non ha importanza.

Possiamo agire su luminosità e contrasto, su toni e saturazione dei colori e sull’aggiunta di una vignettatura (oltre che su altre variabili) in modo del tutto libero se abbiamo familiarità con l’uso di Photoshop o Gimp, ma per chi vuole ottenere subito un effetto lomografico sulle proprie immagini senza perdere ore a giocare con le regolazioni esistono dei plugin già pronti da installare.

Obiettivo holga per Canon.Per Photoshop uno degli script più utilizzati è probabilmente quello di Christopher Holland che si trova qui; per Gimp invece c’è quello di elsamuko, che nella stessa pagina mette a disposizione anche altri script per ottenere effetti vintage tipici delle foto analogiche.

Un’altra metodo molto pratico per ottenere immagini lomografiche direttamente dalla reflex digitale è quello di sostituire l’obiettivo che utilizziamo solitamente con uno per questo scopo, come per esempio questo di Holga con attacco per Canon EF-mount. Per Nikon è disponibile un obiettivo Holga simile, con un anello da ruotare per ottenere diversi effetti.